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Questa mia vita (My Life)

locandina my life
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Regia: Bruce Joel Rubin
Interpreti: Michael Keaton, Nicole Kidman, Bradley Withford, Queen Latifah, Michael Constantine
Anno di produzione: 1993
Durata: 116’
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico
Paese: Stati Uniti

La storia. Bob Jones (Michael Keaton) è un manager di successo. Vive a Los Angeles con la moglie Gayle (Nicole Kidman) che attende il primo figlio. La loro serenità subisce un durissimo colpo perché a Bob viene diagnosticato un carcinoma renale che, in poco tempo, si è diffuso ai polmoni, compromettendo purtroppo le possibili terapie. Bob decide allora di girare un filmato da indirizzare al figlio: parlerà di sé, delle vicende della sua vita e della famiglia. Ma il suo desiderio più profondo è poter vivere abbastanza per veder nascere il bambino. Si sottopone ad un trattamento sperimentale per l’epoca, che però fallisce. A questo punto, secondo i medici gli restano non più di quattro mesi di vita. Bob entra in contatto con un guaritore asiatico, interpretato da S. Haing Ngor, un vero medico cambogiano fuggito dai campi di sterminio del suo paese natale e diventato attore negli Stati Uniti. Le cure che riceve non sono certo decisive, ma lo aiutano ad accettare la malattia e la morte imminente. Da notare che il film coincide temporalmente col dibattito pubblico e con iniziative politiche relative alle terapie non convenzionali. Nel 1990, gruppi di pressione per i trattamenti non dimostrati convinsero il Congresso a far partire uno studio per valutare un particolare metodo alternativo. Pochi anni dopo scoppierà in Italia il caso Di Bella.

Alla fine, Bob sviluppa delle metastasi cerebrali e inizia delle cure palliative a domicilio. Vive abbastanza a lungo per veder nascere il suo bambino. Dopo pochi giorni, muore serenamente, assistito da Gayle e dai genitori, coi quali si è riconciliato. La scena della morte è rappresentata cinematograficamente come una corsa sfrenata sulle montagne russe che gli permette di superare le sue paure mentre lascia la vita.
La parte medica della storia non è troppo dettagliata, ma è abbastanza precisa, ed il dialogo della scena della diagnosi (“non c’è più niente che possiamo fare per te”) è gestita con garbo (quanti medici sono disposti a dire “la medicina ha alcune terribili limiti “?).
Chi si è lasciato un tumore alle spalle sarà colpito da come Keaton gestisce il consiglio del medico di interrompere il trattamento. Resta impressa la sua espressione mentre lascia l’ufficio del medico, ed il suo improvviso tornare indietro con rabbia, per affrontare il medico dicendo: «Pensi di potermi portar via la speranza in questo modo? Lascia che ti dica qualcosa: è tutto quello che ho!».

Trailer

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