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FAQ

Le domande più frequenti dei pazienti su nausea e vomito indotti dalla chemioterapia (CINV)

La frequenza e la gravità di nausea e vomito sono molto variabili. Il fattore più importante è il tipo di chemioterapia che si riceve. I farmaci antitumorali hanno una diversa capacità di indurre nausea o vomito, che si può classificare in 4 categorie: alta (>90% dei pazienti che non ricevono alcuna terapia antivomito), media (30-90%), bassa (10-30%) e minima (<10%). A seconda delle combinazioni tra i diversi farmaci e delle dosi utilizzate il rischio può ulteriormente aumentare o diminuire. Altri fattori che possono incidere sul rischio di nausea sono l’età ed il sesso: vomitano di più le donne rispetto agli uomini e le persone sotto i 50 anni rispetto a quelle più anziane. Le pazienti che hanno vomitato durante la gravidanza sono più a rischio di nausea, così come chi soffre di mal d’auto o mal di mare.

La prevenzione di nausea e vomito inizia prima della somministrazione della chemioterapia, con l’utilizzo di farmaci in grado di fronteggiare la fase acuta dell’emesi, cioè quella che si sviluppa entro le prime 24 ore dal trattamento. A seconda del potenziale emetogeno della chemioterapia, la profilassi della CINV acuta si serve di diversi tipi di farmaci, spesso usati in combinazione. Se il rischio legato al Suo trattamento è altoriceverà una combinazione a tre farmaci (5-HT3 antagonista, desametasone ed aprepitant) che, attualmente, rappresenta la massima copertura antiemetica disponibile. Essa consente ad oltre l’85% dei pazienti trattati con chemioterapia ad alto rischio di non avere alcun episodio di nausea e vomito nelle prime 24 ore. Se il rischio è moderato la combinazione desametasone + 5-HT3 antagonista è attualmente il trattamento migliore; se il rischio è basso è sufficiente una singola dose di desametasone mentre, in caso di rischio minimo, non è richiesta alcuna profilassi per la CINV acuta.

La CINV acuta può insorgere in qualsiasi momento entro le prime 24 ore dalla somministrazione della chemioterapia. La CINV ritardata, in genere, può protrarsi fino al 5° giorno successivo al trattamento. La prevenzione della CINV ritardata si effettua con farmaci prescritti a domicilio per 2-4 giorni, a seconda del tipo di chemioterapia somministrata: desametasone + aprepitant per i casi ad alto rischio e desametasone da solo per i casi a rischio moderato. Nei casi che ricevono una chemioterapia a rischio di nausea e vomito basso o minimo le probabilità di avere un vomito ritardato sono molto scarse, e perciò non è richiesta alcuna profilassi.

Certamente, per poter ottenere la massima copertura nei confronti della CINV ritardata. Quest’ultima, se non adeguatamente trattata, può causare problemi importanti al paziente oncologico, poiché ne riduce la capacità di alimentarsi causando squilibri idroelettrolitici. Inoltre, la CINV ritardata può avere un impatto assai negativo sulla qualità della vita. Oltre alla copertura fissa, è possibile utilizzare una opportuna terapia al bisogno nel caso in cui non vi sia un controllo completo dei sintomi. Il tipo, la frequenza e la dose massima di farmaci da utilizzare in caso di necessità verrà stabilità dall’oncologo in base al numero di episodi di nausea e vomito e delle eventuali malattie intercorrenti (es. diabete).

La corretta assunzione della terapia antiemetica ad ogni singolo ciclo protegge dall’insorgenza di nausea e vomito anche nei cicli successivi. Un’adeguata idratazione (1500-2000 cc di liquidi al giorno, ove non sia controindicato) rappresenta anch’essa un fattore protettivo contro la nausea ed il vomito. Soltanto in rarissimi casi la prevenzione della CINV acuta e ritardata risulta inefficace e si parla, in questo caso, di nausea refrattaria.

I cibi più adatti per fronteggiare la nausea ed il vomito sono quelli asciutti, meglio se consumati freddi o a temperatura ambiente, che devono essere masticati a fondo e lentamente. Bisogna imparare a mangiare poco e spesso per facilitare la digestione, evitando i cibi molto speziati o piccanti, troppo dolci o troppo grassi. Se non avete voglia di mangiare carne, sostituitela con altri alimenti ricchi di proteine come i formaggi, le uova, il pesce, il latte e gli yogurt. Il frullatore vi permetterà di inventare ogni sorta di bibite energetiche, succhi e nettari di frutta e passati di verdura. Tutti gli odori forti possono peggiorare la nausea o il vomito, per cui è bene evitare di cucinare subito prima del pasto. Bere grandi quantità di liquidi durante i pasti potrebbe peggiorare la nausea ed il vomito; è meglio assumere piccoli sorsi durante tutto il giorno. In caso di vomito bisogna reintegrare i liquidi persi bevendo lentamente tè leggero, brodo di verdura un po’ salato, brodo di carne sgrassato, acqua minerale non gassata e qualche sorso di coca-cola. Sgranocchiare biscotti secchi o crackers può essere di grande aiuto.

La nausea ed il vomito anticipatorio possono insorgere prima della somministrazione della chemioterapia e rappresentano una risposta condizionata da un’esperienza di vomito in uno dei cicli precedenti. Si manifesta nel 10-40% dei casi ed è più frequente nei pazienti giovani, a causa della maggiore aggressività dei trattamenti ma anche di un minor controllo della nausea e del vomito in questi pazienti. È abbastanza difficile da controllare farmacologicamente; gli unici farmaci che hanno dimostrato un certo beneficio sono le benzodiazepine (lorazepam, alprazolam).

L’attività fisica fa bene al paziente oncologico, in particolar modo in presenza di nausea e vomito. Essa infatti può migliorare l’appetito e contribuire al mantenimento di un buon livello di nutrizione, riuscendo anche a migliorare almeno in parte l’umore del paziente. Tutto ciò si traduce in un deciso miglioramento della qualità di vita. Ovviamente, il tipo di attività fisica deve essere personalizzato secondo le condizioni del paziente: può variare da semplici esercizi della durata di 10-15 minuti al giorno fino a 45 minuti di attività fisica moderata-intensa per 3 volte a settimana.

Tenere un diario dei sintomi è un modo semplice per comprendere come e quando essi insorgono durante la giornata, per poi riferirli all’equipe di cura in maniera ordinata e senza dimenticanze. In questo modo potranno essere gestiti al meglio stabilendo le opportune correzioni. Il diario dovrebbe essere strutturato in modo semplice, sottoforma di schema in cui registrare informazioni quali la data della chemioterapia, i farmaci antiemetici assunti, la frequenza con cui si presentano i sintomi e la loro gravità. Se vuoi abbiamo messo a disposizione dei nostri utenti una scheda che potrai usare per registrare le tue informazioni.