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Falsi miti e verità

Non tutte le chemioterapie sono uguali nel causare nausea o vomito.
La chemio può variare in termini di entità e di tempistica in cui nausea e vomito incorrono.
Alcuni tipi di chemioterapia, ad esempio, provocano nausea e vomito nella quasi totalità delle persone. Altri possono causarne molto meno, meno di frequente, o non causarne affatto.
Esistono poi altri elementi che distinguono i farmaci chemioterapici, come ad esempio, il momento in cui la nausea e il vomito si presentano. Alcuni di loro provocano i sintomi soprattutto nelle prime ore successive al trattamento, mentre altri causano periodi di nausea e vomito che possono insorgere un giorno o persino 5 giorni dopo la chemio.
Anche quando due o più chemioterapici vengono somministrati in una sola volta, l’entità di nausea e vomito indotti può variare rispetto alle aspettative.

In sintesi: non tutte le chemio provocano nausea e vomito. Non solo, l’entità di questi ultimi può dipendere dal farmaco che assumi e dal modo in cui lo assumi

Ognuno reagisce alla chemio in maniera diversa.
Anche se alcuni farmaci hanno maggiori o minori probabilità di causare nausea e vomito, ogni individuo risponde diversamente ai vari tipi di chemioterapie. È importante ricordare che persino in caso di farmaci considerati innocui o quasi, rispetto al rischio di soffrire di questi sintomi, fino al 10 % delle persone a cui vengono somministrati andrà comunque incontro a nausea e vomito. Questo dimostra come nemmeno il medico possa prevedere del tutto chi verrà colpito da nausea e/o vomito e in quale misura. Certi fattori di rischio, comunque, aumentano le possibilità che insorgano nausea e vomito dopo la chemioterapia.
Tali fattori includono:
essere donna;
essere più giovani di 50 anni;
aver già sofferto di nausea e/o vomito nel corso di cicli chemioterapici precedenti;
aver sofferto in passato di nausea e vomito da trasporto e di nausea e vomito al risveglio durante la gravidanza.

Comunica (o ricorda) al medico o all’infermiere se possiedi uno o più dei fattori di rischio in elenco, per accedere alla terapia più adatta.

In sintesi: il tuo medico non può sapere con esattezza quale sarà la tua reazione alla chemio; quindi, se hai effetti collaterali parlane subito, e trova il giusto trattamento.

Alcune persone necessitano di due o anche tre farmaci (antiemetici) che aiutino a prevenire o a controllare nausea e vomito.
Esiste una classe di farmaci, gli antiemetici, che aiuta a prevenire nausea e vomito indotti da chemioterapia. Certi tipi di chemioterapia causano nausea o vomito entro le prime ore successive alla somministrazione (CINV acuta), mentre con altri i sintomi possono incorrere fino a 5 giorni dopo la chemio (CINV ritardata).
Analogamente, se alcuni antiemetici funzionano meglio contro la CINV acuta, altri mostrano maggior beneficio in caso di CINV ritardata.
Inoltre, se molte persone assumono antiemetici durante la chemio, ad altre sono prescritti farmaci da assumere a casa.
Per garantirti il miglior funzionamento possibile del trattamento contro nausea e vomito da chemioterapia, assumi i farmaci esattamente come ti sono stati prescritti e se i tuoi antiemetici non dovessero funzionare come dovrebbero, segnalalo al team che ti ha in cura. Potrebbero esistere farmaci più adatti alla tua condizione che potresti provare!

In sintesi: se dovessi aver bisogno di farmaci antiemetici sia durante la somministrazione della chemioterapia che a casa, non preoccuparti, succede a molte persone.

I farmaci giusti possono prevenire o ridurre nausea e vomito.
Gli antiemetici devono essere prescritti sulla base dei tuoi particolari bisogni e della complessità che caratterizza i cicli di nausea e vomito. Questi possono essere scatenati da più fattori, come i danni al rivestimento dello stomaco provocati dai farmaci o i segnali mandati al cervello per iniziare il processo di vomito, o anche entrambi. Ma ogni antiemetico lavora principalmente in un solo modo. In altre parole, alcuni bloccano l’invio del messaggio dallo stomaco al cervello, mentre altri impediscono la recezione del messaggio da parte del cervello.
Il tuo trattamento può differire da quello di un’altra persona, persino se quella persona sta prendendo il tuo stesso chemioterapico. Ecco perché è così importante comunicare al medico o all’infermiere la presenza o la persistenza di questi sintomi: ogni persona è unica e lo sei anche tu!

In sintesi: farmaci appropriati possono aiutare a prevenire o ridurre la nausea e il vomito indotti da chemioterapia.

La nausea e il vomito sono effetti collaterali della chemioterapia, non un “buon segno”. Ed anche se l’apparizione di effetti collaterali dimostra la presenza e l’attività di un farmaco nell’organismo, la maggior parte degli effetti collaterali non indica se il farmacosta lavorando bene o meno contro il cancro.

Potrai conoscere la tua risposta alla chemioterapia solo attraverso gli esami e i test a cui dovrai sottoporti durante o dopo il trattamento. Per questo non esistono ragioni di ignorareeffetti collaterali che possono, e dovrebbero, essere trattati!

In sintesi: non devi stringere i denti e sopportare: non saranno nausea e vomito a dirti se la chemio sta funzionando.

Molte cose diverse possono causare la nausea. La nausea è un processo complesso che coinvolge il tuo cervello e la maggior parte delle cellule del sistema nervoso.

L’ansia (o il nervosismo) è una reazione normale in chi è colpito da una malattia oncologica epuò a sua volta contribuire a scatenare la nausea. Quando sarai in una fase avanzata del tuo ciclo di chemio, potrai comprendere meglio cosa aspettarti durante e dopo il trattamento. E già questo sarà sufficiente a ridurre la nausea legata all’ansia.

In sintesi: la nausea può essere causata da molti fattori. Prendere nota dei tempi in cui incorre e degli elementi che possono averla causata può aiutarti a prevenirla e a risolvere il problema.

Nausea e vomito possono incorrere fino a 5 giorni dopo la chemioterapia. Esistono molte ragioni che possono guidare la scelta di un antiemetico al posto di un altro. La differenza dei tempi in cui nausea e vomito incorrono è una prima, importante, ragione. Alcuni farmaci chemioterapici causano nausea o vomito soprattutto entro le prime ore dopo il trattamento. In tal caso siamo di fronte a nausea e vomito acuti e probabilmente saranno curati con uno o più antiemetici all’inizio della sessione di chemioterapia, per cercare di evitare queste forme sintomatiche. Solitamente tali accorgimenti sono detti premedicazioni.
Per quanto riguarda la CINV ritardata, fra 1 e 5 giorni dopo la chemio, potresti ricevere una prescrizione per farmaci da usare a casa per i giorni che seguono la chemio, così da evitare gli effetti collaterali. Non preoccuparti se hai bisogno di assumere antiemetici durante la chemioterapia o a casa.

In sintesi: è difficile prevedere chi andrà incontro a nausea o vomito, o quando questi incorreranno. Ricorda di riferire al medico o all’equipe di cura gli effetti collaterali che ti hanno coinvolto.

Se non riesci all’inizio… prova e prova ancora!
Persone diverse reagiscono diversamente ai farmaci chemioterapici, così come persone diverse reagiscono agli antiemetici in modi diversi. Per questo parlarne al medico è fondamentale per trovare l’antiemetico migliore per te.
È anche importante ricordare che ogni antiemetico lavora in modo diverso. Alcuni bloccano l’invio del messaggio dallo stomaco al cervello, mentre altri bloccano la ricezione dello stesso messaggio da parte del cervello. Spesso, le persone hanno bisogno di due o anche tre tipi di antiemetico per tenere sotto controllo nausea e vomito.

In sintesi: potresti dover provare diversi farmaci prima di trovare quello (o quelli) che funzionano al meglio per la tua reazione individuale alla chemioterapia. Dunque assicurati di aver riferito al tuo medico o all’équipe di cura qualsiasi effetto collaterale che hai avuto.

Cambiamenti del gusto e dell’olfatto sono effetti collaterali comuni della chemioterapia. La chemioterapia può cambiare la tua percezione dei sapori e degli odori. Alcuni alimenti possono assumere un gusto amaro o metallico (generalmente carne o altri cibi altamente proteici); altri possono sembrare meno saporiti del solito. I cibi che oggi sono di tuo gradimento, domani potrebbero apparirti molto meno appetitosi. Oppure potresti improvvisamente desiderare un cibo che fino al giorno prima non avresti nemmeno sopportato.

Talvolta simili mutamenti vanno ad aggiungersi ai sintomi della nausea, cambiando il tuo modo di mangiare. Ecco alcuni consigli per affrontare al meglio questi ulteriori effetti collaterali:

Primo, non preoccuparti. I tuoi sensi torneranno normali dopo la fine della chemioterapia. Ricorda: l’ansia può essere un’altra causa di nausea, quindi preoccuparti può solo peggiorare il problema.
Se gli odori ti infastidiscono, prova a servire il cibo a temperatura ambiente.
Congelare in piccole porzioni quello che si è cucinato (o che ti hanno cucinato) in dose maggiore; per scongelarlo e consumarlo in pasti successivi, senza dover sopportare di nuovo gli odori della cucina.
Prova pietanze liquide o in polvere per evitare gli odori del cucinato.

In sintesi: non c’è molto che tu possa fare per evitare che intervengano cambiamenti nei sapori e negli odori. Quindi prova ad utilizzare diversi approcci all’alimentazione finché non ne troverai uno che va bene per te.

Non esistono regole nutrizionali durante i trattamenti per il cancro. Alcune persone continuano a godersi i pasti e ad avere un normale appetito nel corso della chemioterapia. Per altre, esistono giorni in cui il solo pensiero del cibo fa star male. A volte le due condizioni si alternano nella stessa persona.
Qualunque sia il tuo caso, sai bene che la nutrizione è importante in tutte le fasi della malattia e che è impensabile credere che “non mangerai mai più”…
Dunque tieni presente che la nausea è un comune effetto collaterale della chemioterapia a cui sei sottoposto e che con ogni probabilità passerà in fretta.
Intanto ecco alcune considerazioni che ti aiuteranno a superare i giorni peggiori:

Se credi di poter consumare quel solo alimento, o al massimo un paio, resta su quello, o quelli, fino a che non ti sentirai in grado di ampliare il tuo menù.
Se senti proprio di non poter mangiare, non preoccuparti. Mangia appena sarai pronto. Intanto, prova a bere succhi, acqua e latte che, per un periodo, rappresentano ottime opzioni alternative.
Prova a mangiare pasti più piccoli al posto di tre pasti regolari al giorno.
Tieni sempre snack a portata di mano, così da poter mangiare non appena ti sentirai pronto a farlo. Formaggio e cracker, gelato, frutta, e budini potrebbero essere una buona scelta.

In sintesi: fai del tuo meglio e cerca di non preoccuparti. Chiama il medico o l’infermiere se non mangi nulla per più di due giorni.

Ai medici interessano tutti gli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici, inclusa la nausea. La nausea potrà sembrarti solo un fastidio, ma può essere un effetto collaterale anche molto serio.

Per le persone che hanno difficoltà a mangiare quando sono nauseate, assimilare il giusto apporto nutrizionale è più difficile, e questo può interferire con i miglioramenti complessivi.

La nausea, inoltre, può contribuire alla tristezza o alla depressione che spesso accompagnano chi deve affrontare la malattia. Uno stato che può persino condurre al rifiuto di trattamenti aggiuntivi.
Pensi ancora che al tuo medico non interessi se hai la nausea?

In sintesi: il tuo medico si interessa alla tua nausea e ha bisogno di saperne il più possibile per suggerirti la cura più adatta a darti sollievo.