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Consigli pratici

Consigli pratici

Primo: pensa ad altro. Facile dirlo, se non si ha la nausea! Ma alcune strategie basate sulla “distrazione”, possono realmente aiutare a combattere nausea e vomito da chemioterapia, restituendo rilassatezza, riducendo il senso di impotenza e soprattutto facendoti dimenticare del tuo stomaco disturbato. Ecco alcune tecniche che potrebbero rivelarsi efficaci:

  • Ipnosi. Uno stato di attenzione focalizzata, che può condurre ad un senso di profonda rilassatezza.
  • Rilassamento progressivo dei muscoli. Questa terapia ti insegna come stendere e rilassare progressivamente certi gruppi muscolari per favorire una sensazione di rilassatezza generale.
  • Biofeedback. Il biofeedback ti insegna come controllare le funzioni corporee, come il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna, e la tensione muscolare. Prevenendo gli sbalzi di temperatura corporea, che spesso precedono nausea e vomito, puoi diminuire gli effetti collaterali della chemioterapia. La tecnica biofeedback riscontra maggior successo se combinata al rilassamento muscolare progressivo.
  • Immagini. Come in un sogno ad occhi aperti, le immagini possono ricollocarti mentalmente in una condizione di rilassatezza, come un luogo di vacanza o nel tuo angolo preferito della casa.

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Fatigue

La fatigue è un termine inglese che significa astenia, stanchezza, affaticabilità.

La mancanza di energie, molto frequente durante la malattia e le terapie oncologiche, può essere anche l’altra faccia di uno stato depressivo.

A volte la stanchezza e la debolezza possono essere tali da impedire anche le più semplici attività quotidiane.

Quanto può durare lo stato di stanchezza?
Dipende dal tipo di fatigue, che può essere acuta o cronica. Nel caso di fatigue acuta l’organismo dopo un riposo adeguato e/o un’idonea terapia di supporto riacquista le forze; mentre con la fatigue cronica non riesce a recuperare un adeguato livello energetico neppure dopo un prolungato periodo di riposo e/o con una adeguata terapia di supporto, anche alimentare.

  • Fare una leggera attività fisica
  • Prendersi tutto il tempo necessario per riposare
  • Dividere le attività in diverse ore della giornata
  • Recuperare le energie con riposini frequenti
  • Dedicarsi ad attività ricreative leggere: disegno, musica, cucito, maglia, shopping, trattamenti estetici
  • Praticare attività rilassanti come yoga e reiki

Febbre e infezioni

La chemioterapia può abbassare le difese immunitarie e ridurre il numero dei globuli bianchi del sangue che sono un’importante barriera dell’organismo contro gli agenti infettivi.

È opportuno misurare con una certa frequenza la temperatura corporea per evidenziare la presenza di febbre che può essere causata sia dai farmaci che dalla malattia stessa.

Quali situazioni è opportuno evitare per ridurre il rischio di febbre e infezioni?

Per limitare la comparsa di febbre e infezioni è opportuno evitare gli sbalzi termici, i contatti con persone influenzate o raffreddate. Nel caso in cui i globuli bianchi dovessero scendere è opportuno chiedere al proprio oncologo se è meglio limitare la frequentazione di luoghi affollati durante la terapia e per quanto tempo.

  • Mantenere una corretta igiene personale e intima
  • Lavare le mani più volte al giorno
  • Disinfettare bene eventuali ferite
  • Usare se necessario la mascherina
  • Tenere pulito il catetere venoso centrale se è stato applicato
  • Segnalare al medico curante la comparsa di febbre
  • Assumere antipiretici (es. paracetamolo) se si superano i 38°C
  • Avvertire il medico se la temperatura non scende malgrado gli antipiretici
  • Avvertire il medico se compaiono altri sintomi (mal di testa, confusione, tosse, difficoltà a respirare, prurito)

Arrossamento e reazioni cutanee

Raramente la chemioterapia causa l’insorgenza di reazioni cutanee. In caso di ipersensibilità generalizzata è possibile che compaiano eruzioni cutanee diffuse simili all’orticaria, fortemente pruriginose.

Generalmente le lesioni cutanee osservate sono di dimensioni che variano da una capocchia di spillo a una macchia, compaiono soprattutto sul torace e sulla schiena e successivamente possono estendersi alle altri parti del corpo. Queste manifestazioni solitamente insorgono dopo qualche giorno dalla chemioterapia e non necessitano di alcun trattamento specifico. Possono comparire alterazioni della pigmentazione della cute sotto forma di macchie di varia dimensione che interessano la lingua, la mucosa orale o le zone delle vene dove si inietta il farmaco. I disturbi scompaiono lentamente al termine dei trattamenti.

Se si presentano questi disturbi bisogna evitare l’esposizione ai raggi solari?

È possibile che si manifestino reazioni di fotosensibilità cutanea. Attenzione ai raggi solari. Bisogna evitare le ore centrali della giornata e ricordarsi di usare sempre creme solari ad alto indice di protezione.

  • Utilizzare creme idratanti e nutrienti e saponi neutri
  • Non strofinare la pelle per asciugarla
  • Evitare creme, deodoranti o profumi irritanti
  • Nel caso i sintomi persistano chiamare il medico

Dolore

È un effetto collaterale molto frequente tra i pazienti con tumore. In genere è la malattia stessa a provocarlo e solo in minima parte è legato alla chemioterapia.

Il dolore è causato dall’attivazione di speciali fibre nervose che conducono gli stimoli dolorosi; questo tipo di dolore viene trattato con farmaci di potenza crescente così da poterlo controllare con i minori effetti collaterali possibili.

Oltre ai farmaci, cosa si può fare per alleviare il dolore?

Il dolore danneggia la qualità di vita, l’attenzione, la concentrazione, la memoria e spesso, se persiste a lungo, scatena depressione, ansia, paura e rabbia. Oltre che ai farmaci si può ricorrere all’agopuntura, alla digitopressione, ai massaggi, alla fisioterapia, alle tecniche di rilassamento e alla meditazione.

  • Il dolore deve essere subito trattato
  • Segnalare al medico curante l’intensità (quanto è forte) e le ore
  • della giornata in cui compare, annotando sul diario questi dati
  • Segnalare al medico se il dolore risponde agli antidolorifici prescritti
  • Assumere i farmaci sempre a ore fisse e al dosaggio prescritto
  • Non interrompere la terapia di supporto se non lo consiglia il medico

Alterazioni del sistema nervoso

Il sistema nervoso può subire gli effetti avversi di alcuni farmaci antitumorali.

Una delle manifestazioni più frequenti, associata a determinati farmaci, è la cosiddetta neuropatia periferica che si osserva dopo due, tre cicli di chemioterapia e che si manifesta con formicolii, punture di spillo, sensazione di bruciore, intorpidimento alle mani e ai piedi, in alcuni casi anche

con alterazioni della sensibilità per il caldo e il freddo. Di solito questi sintomi sono dovuti all’effetto dei chemioterapici sulle fibre nervose e possono durare qualche settimana ma scompaiono, seppur molto lentamente, appena si sospende il trattamento.

È normale avvertire alterazioni della sensibilità per il caldo e il freddo?

Una tipica alterazione della sensibilità riguarda una maggiore sensibilità a maneggiare oggetti molto freddi (ad esempio presi dal frigorifero).

Evitare di dover maneggiare oggetti freddi o caldi. Altri disturbi transitori possono consistere in perdita di equilibrio, andatura incerta, difficoltà a eseguire movimenti fini.

  • Proteggere le estremità dal freddo
  • Usare guanti per lavarsi e lavare stoviglie
  • Prestare attenzione nell’afferrare oggetti appuntiti, taglienti, caldi
  • Mobilizzare di frequente gli arti

Attività fisica

L’attività fisica è uno strumento prezioso per il paziente oncologico. Dedicare il giusto tempo ad un esercizio fisico regolare è fondamentale prima, durante e dopo una diagnosi e/o una terapia (vedi anche l’approfondimento Attività fisica: prima, durante e dopo il cancro).

Fare sport aiuta a gestire lo stress e ad affrontare meglio i disagi emotivi che spesso caratterizzano il percorso di malattia, come l’ansia e/o la depressione. Può aiutare, inoltre, a combattere stanchezza e debolezza, che sono tra gli effetti collaterali più comuni dovuti alle terapie contro il cancro.

Le 5 cose da tenere a mente

L’attività fisica è uno strumento prezioso per il paziente oncologico per affrontare l la malattia in tutti i suoi momenti. Di seguito alcuni consigli pratici.

  1. Prima di cominciare: consultare il medico
    In generale, prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio i pazienti dovrebbero parlarne con il proprio oncologo. L’attività fisica deve essere infatti adattata al singolo, tenendo conto della sua forma fisica generale, della diagnosi e di altri fattori che potrebbero influenzare la sicurezza della persona: ogni paziente è diverso e per ogni condizione clinica può essere indicata un’attività piuttosto che un’altra.
  2. L’esercizio fisico fa bene a tutti ?
    Praticare in maniera costante un’attività fisica durante e dopo il trattamento
    vi assicura maggiori probabilità di conservare, o addirittura migliorare, la funzione fisica e il benessere psicologico, riducendo l’impatto negativo di alcuni effetti collaterali legati al cancro o alle terapie.
    Ma non solo, praticare un’attività fisica costante ha anche un ruolo potenziale nel ridurre il rischio di recidiva del tumore e vede aumentare la sopravvivenza dei pazienti oncologici.
  3. Quanta attività fisica praticare?
    Nel 2010 l’ACSM ha passato in rassegna tutti gli studi pubblicati che hanno esaminato la sicurezza dell’esercizio fisico durante e dopo il percorso di cura, concentrandosi su seno, prostata, leucemie e linfomi, tumori del colon e ginecologici. Le ricerche prese in esame hanno anche valutato l’effetto generato dall’attività fisica. In generale è emerso che il livello di esercizio fisico consigliato nei pazienti oncologici è pari a quello della popolazione generale. Ovvero, almeno 30 minuti al giorno di attività fisica di ritmo e intensità moderati, come camminare, 5 giorni a settimana.
    Si tratta di un livello di esercizio utile per le persone e sostenibile anche durante il trattamento.
  4. Quando evitare alcuni esercizi?
    Per particolari tipi di tumore, o in caso di terapie specifiche, può essere necessario evitare alcuni tipi di attività fisica. È bene prestare particolare attenzione, e condividere il programma di esercio fisico con il proprio medico, specialmente se si sono manifestati problemi a carico delle ossa o delle articolazioni. In questi casi è consigliabile scegliere attività che gravino meno su queste ultime , come, ad esempio, il nuoto. Anche lo yoga è generalmente sicuro e favorisce il benessere di corpo e mente.
  5. Meglio evitare le palestre pubbliche quando le difese imminutarie sono più basse a causa della terapia in atto.

Nausea e vomito

Medici e infermieri, e più in generale il personale sanitario, sono i vostri alleati in caso di nausea e vomito: non esitate a porre le domande su come affrontare questi sintomi (vedi anche Nausea e vomito: parlane con lo specialista), anche se ancora non li state vivendo o se vi riguardano in forma lieve. Ricordate, inoltre, che, oltre ai farmaci, un aiuto può venire anche dall’alimentazione: ci sono alimenti che si possono assumere per mantenere il proprio stato nutrizionale e i livelli di idratazione adeguati, evitando di gravare particolarmente sullo stomaco, e ci sono anche alimenti che è meglio evitare, come ad esempio quelli ad alto contenuto di grassi, che richiedono più tempo per essere digeriti e possono di conseguenza peggiorare la sensazione di nausea.

Ecco 10 consigli su come gestire al meglio nausea e vomito

  1.  Parlare con l’oncologo. É importante assumere i farmaci di profilassi dell’emesi secondo la prescrizione del medico. Se nonostante questo la nausea e/o il vomito continuano ad essere presenti è fondamentale rivolgersi subito al proprio oncologo o al personale infermieristico dedicato.
  2. Assicurarsi di aver capito  bene come seguire la terapia domiciliare prima di lasciare l’ospedale, non vergognandosi di fare domande ai medici o alle infermiere. Se avete qualche dubbio stilate una lista di domande e chiedete  senza remore.
  3. Bere a sufficienza. Se non riuscite a tollerare bene i cibi solidi assicuratevi almeno di bere a sufficienza, sorseggiando liquidi (soprattutto l’acqua) spesso durante il giorno, per evitare la disidratazione. Oltre all’acqua, liquido da privilegiare, potete provare con succhi di frutta, tisane, brodi, sorbetti di frutta e frutta congelata.
    Cercate di bere soprattutto tra un pasto e l’altro (ad esempio, un’ora o due prima e dopo i pasti), ricordando che a volte avere troppi liquidi nello stomaco oltre al cibo può peggiorare la nausea. Chiedete all’infermiere o al medico i consigli per una corretta alimentazione finalizzata ad evitare la disidratazione.
  4. Mangiare poco e spesso. Avere lo stomaco vuoto può rendere più evidenti i sintomi della nausea. Tenete crackers salati o salatini a portata di mano. Per non favorire la nausea vanno bene anche frutta, purè di patate, fiocchi d’avena, pane tostato e riso. Possono funzionare anche ricotta, yogurt, kefir, tofu, uova e formaggi magri.
  5. Basta un assaggio di zenzero.  Provate ad aggiungere lo zenzero ai cibi. Sembra infatti che alcuni composti attivi presenti nello zenzero abbiano proprietà  anti-nausea e possano contribuire ad un transito più veloce del cibo nell’intestino, alleviando un po’ la nausea. Dove trovare lo zenzero? In alcune bevande, nei biscotti e nel tè allo zenzero, nello zenzero cristallizzato o nelle caramelle. Fate attenzione però se state utilizzando farmaci anticoagulanti, un elevato apporto di zenzero potrebbe interagire con essi, anche in questo caso è meglio parlarne con il medico.
  6. Provare con le pietanze fredde. Se l’odore del cibo tende ad aumentare la sensazione di nausea provate con i piatti freddi: un panino, dei pomodori ripieni, la frutta o un piatto di verdure da affiancare ad una fonte di proteine. Se non amate  i cibi freddi, nei periodi più critici, potete chiedere a qualcuno di occuparsi della preparazione del cibo in modo da non dover sentire l’odore durante la cottura degli alimenti. É buona regola consumare i cibi in una stanza diversa da dove sono stati cucinati.
  7. Prestare attenzione a ciò che si mangia prima del trattamento. In generale, è meglio consumare cibi leggeri circa due ore prima del trattamento.
  8. Seguire il proprio istinto ma senza esagerare. L’istinto è quello che meglio ci guida, odori e sapori troppo forti possono disgustare, e anche se siete tentati di preparare e consumare i vostri  cibi preferiti per la loro funzione consolatoria, prestate sempre attenzione alla loro consistenza e alla quantità che ne assumete.
  9. Limitare o evitare cibi piccanti, acidi e contenenti caffeina. Si tratta di alimenti che possono irritare ulteriormente il vostro stomaco, peggiorando la nausea. Limitare il consumo di grassi o fritti può essere di aiuto per evitare l’insorgenza o il peggiorare della nausea. Consumare alimenti ricchi di grassi significa impegnare più a lungo lo stomaco nel processo digestivo, rispetto ai cibi più leggeri.
  10. Creare un ambiente rilassante in cui mangiare. Lo stress può influenzare l’apparato digerente, causando o peggiorando il sintomo della nausea, e favorendo in alcuni casi il vomito. Ci sono molte tecniche di gestione dello stress a disposizione per rilassarsi prima e dopo i pasti, ad esempio la respirazione profonda o una passeggiata all’aperto sono alla portata di tutti e possono essere utili e risolutive.