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Attività fisica: prima, durante e dopo il cancro

L’attività fisica è uno strumento prezioso per il paziente oncologico.

INIZIARE A PRATICARE UN’ATTIVITÀ FISICA

Le ragioni per cui è necessario fare attività fisica sono tante e tutte ottime.

L’esercizio può aiutare a migliorare la qualità della vita e a sentirsi meglio contribuendo anche ad accelerare il recupero dopo la terapia. Fare sport riduce lo stress, da più energia e aiuta ad affrontare meglio ansia e/o depressione. L’attività fisica regolare può aiutare a combattere stanchezza e debolezza, due sintomi riconosciuti tra degli effetti collaterali più comuni dovuti alle terapie contro il cancro.

Di fronte ad una diagnosi di tumore non dovete pensare che  bisogna interrompere l’attività fisica.

Dedicare il giusto tempo ad un’attività fisica regolare è fondamentale prima, durante e dopo una diagnosi e/o una terapia

Sicuramente da quello che vi piace fare di più, senza pretendere troppo da voi stessi, ricordando che quanto riuscirete a fare in realtà dipende da quanto siete in forma e allenati. Se non avete mai fatto molto esercizio fisico, dovrete costruire e raggiungere il livello di esercizio fisico adatto a voi, gradualmente. Se non siete abituati a praticare attività fisica cominciate a farlo! Non lasciate che le vostre abitudini passate vi condizionino.

I benefici dell’attività fisica durante il percorso di cura

  1. Durante la terapia l’attività fisica migliora o riduce la sensazione di fatica e spossatezza.
  2. Dopo le terapie contro il cancro l’esercizio aiuta a recuperare la funzione fisica.
  3. Durante e dopo il trattamento l’attività fisica può migliorare la qualità di vita e ridurre gli effetti collaterali indotti dai trattamenti antineoplastici ed il rischio di sviluppare altre malattie croniche.
  4. Nel caso di malattia avanzata l’esercizio può contribuire a mantenere una buona forma fisica.

Praticare in maniera costante un’attività fisica durante e dopo il trattamento vi assicura maggiori probabilità di conservare o addirittura migliorare la funzione fisica e il benessere psicologico, riducendo l’impatto negativo di alcuni effetti collaterali legati al cancro o alle terapie.
Ma non solo, praticare un’attività fisica costante ha anche un ruolo potenziale nel ridurre il rischio di recidiva del tumore e vede aumentare la sopravvivenza dei pazienti oncologici.

Per chi ha appena ricevuto una diagnosi praticare un’attività fisica costante permette di ridurre il rischio di recidiva e di mortalità per cancro,  oltre ai benefici in termini di salute fisica e mentale, il mantenimento o l’avvio dell’attività fisica dopo la diagnosi di cancro puo’ limitare l’insorgenza di altre patologie correlate.

Per i pazienti che sono in terapia, in generale, l’esercizio fisico incide positivamente su molti degli effetti collaterali associati alla malattia e al trattamento che comprendono affaticamento, cambiamenti di peso, problemi urinari e intestinali, neuropatia periferica, osteoporosi, cardiotossicità, linfedema (gonfiore dovuto all’accumulo di liquidi che ristagnando nei tessuti causando dolore), vampate di calore, sudorazioni notturne, ansia, depressione e difficoltà di memoria o di concentrazione. Inoltre, permette di conservare la funzione fisica e la forza muscolare che potrebbero essere compromesse dalle terapie in atto. L’esercizio fisico ha effetti positivi anche sul benessere psicologico, incidendo positivamente su ansia e autostima, senza aumentare la fatica.

Per chi ha terminato il trattamento muoversi significa promuovere il recupero della funzione fisica (dalla forza muscolare alla tonicità cardiovascolare), contrastare la tossicità a lungo termine, favorire una migliore gestione della fatica, una maggiore qualità della vita e salute mentale, aiutando a mantenere un peso corporeo ideale.

Secondo le linee guida dell’American College of Sports Medicine (ACSM): “è ragionevole incoraggiare tutti i pazienti a impegnarsi in un livello moderato di attività fisica durante e dopo il trattamento del cancro”. Le situazioni in cui l’esercizio fisico può essere dannoso sono fortunatamente rare e circoscritte ad una compromissione a livello muscolo-scheletrico e la maggior parte può essere evitata con le opportune precauzioni.

È bene fare attenzione in caso di estrema stanchezza o anemia, nella fase subito dopo l’intervento in cui bisogna aspettare la guarigione delle ferite, in caso di malattia cardio-polmonare, e quando si ha esperienza di gonfiore, come ad esempio in caso di linfedema. Alcuni tipi di esercizio potrebbero anche essere controindicati in pazienti che presentano stomie.

Le linee guida del The National Comprehensive Cancer Network (NCCN), inoltre, indicano che l’esercizio deve essere praticato con cautela nei pazienti che presentano metastasi ossee, trombocitopenia, anemia, febbre, infezione attiva o limitazioni dovute a metastasi o ad altre malattie.

I campanelli di allarme a cui prestare attenzione?

Peggioramento dei sintomi: è bene rallentare il ritmo di allenamento se peggiorano i sintomi di dolore, affaticamento, nausea e dispnea. In questi casi meglio evitare gli esercizi ad alta intensità, e avvertire subito il proprio medico o infermiere di riferimento.

Immunosoppressione: di fronte ad una bassa conta dei globuli bianchi, meglio evitare attività ad alta intensità o alto volume di esercizio,ed  è comunque importante concordare il da farsi con il proprio medico

Vertigini: se i sintomi con cui si ha a che fare sono vertigini, debolezza, neuropatia sensoriale periferica è bene incorporare esercizi che potenzino equilibrio e coordinamento (ad esempio, il tai chi o lo yoga) ed è meglio evitare, invece, le attività che necessitano di un notevole equilibrio per essere praticate (ad esempio, il tapis roulant).

Metastasi ossee: in presenza di metastasi ossee o di osteoporosi, condizioni che espongono al rischio di fratture, è meglio evitare attività di contatto o ad alto impatto.

Linfedema:  per prevenire questo disturbo – il gonfiore dovuto all’accumulo di liquidi che ristagnando nei tessuti causano dolore a seguito di alcuni interventi di chirurgia oncologica per l’asportazione di uno o più linfonodi – è possibile inserire esercizi di resistenza con incrementi progressivi, piccoli e graduali. Per scongiurare il peggioramento del linfedema è bene evitare  esercizi ripetitivi e faticosi che coinvolgano l’arto interessato.

  • Are there exercise guidelines for cancer patients? Cancer Research UK link
  • Schmitz KH, Courneya KS, Matthews C, et al. American College of Sports Medicine Roundtable on Exercise. Guidelines for Cancer Survivors. Medicine & Science in Sports & Exercise 2010; 42 (7): 1409-26. doi: 10.1249/MSS.0b013e3181e0c112 link
  • Cheryl L. Rock CL, Doyle C, Demark-Wahnefried W et al. Nutrition and physical activity guidelines for cancer survivors. DOI: 10.3322/caac.21142 link